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FIABA – Tanino e le rose del Re

Scritto da: Carmelo Parrinelli il 3rd febbraio 2010
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Mie cari bambini e mie care bambine…sapete come si dice nelle favole antiche?

C’era una volta e forse non c’è più, un mago, un re ed una servitù.
Una bella mattina, con il sole alto e lucente, Tanino il principino uscì di soppiatto in giardino…

TANINO: O che belle rose che ha questo prato, quasi quasi ne colgo due o tre, che sarà mai riempirne uno spago ?

Ma cogli ora cogli domani, il bel giardino vincitore di tutte le gare e concorsi, finì spoglio e divorato dalle caprette a morsi…
Il re dunque, accorso dalle urla del giardiniere, vide le rose e domandò:

RE: Cos’è successo alle mie belle rose, cos’è questo, un sortilegio ?

GIARDINIERE: Sparivano a mazzi, mio gran re, ogni giorno…una, due e poi tre…

RE: Questo sarà frutto di un sortilegio, il mago di fronte che mi vuol far pagare, ch’io mi sposai sua figlia Messale…

REGINA MESSALE:
Suvvia, re del mio cuore, sempre col suocero te la prendi ?
Vedi che son recise dal gambo, non è certo sortilegio di un mago…

GIARDINIERE:
Forse la regina dice il vero, mi gioco il capo, le braccia e l’anno intero…

RE: Io vedo bene e questa è magia, non dite bugie, sposa mia…

REGINA MESSALE: Dunque chiamiamo mio padre il mago, che possa difendersi e dir la propria parola…Vedrai che non avrà nulla da obbiettare, se colpevole di sortilegio si dovesse macchiare….

RE:
E sia, soldati portatemi il mago Elia…
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MAGO ELIA: Re io son qui…

RE: E io son qui…cosa hai fatto, rubar le mie rose e compier misfatto…Farabutto…

MAGO ELIA: A me dici farabutto ? tu che mia figlia hai rubato, a ratto ?

RE:
Adesso non parlar di talune cose, ch’io intento parlar di rose…

GIARDINIERE: Di certo sul suo davanzal io le ho vedute…mentre da noi divenivano sparute…

MAGO ELIA:
E dunque cosa vuol dire, io non ho per caso un roseto ?

RE: Anche questo è vero, ma come fare ? Chiediamo aiuto alla Maga Comare…

MAGA COMARE: Di certo Elia non è il ladro, ma tu lo giudichi senza aver prove…solo per il gusto di punir perché padre…che Messale per tempo non ti fece sposare…

RE: Calunnia, io ho le prove…sono i miei fiori sul suo davanzale.

MAGO ELIA: Prove ? quali prove ? Hai per caso l’etichetta e il codice a barre ?

RE: Ogni rosa la conosco come le tasche, altro che balle…

In quel dunque passò Tanino, con in mano le cesoie del giardiniere, tutto sorridente e con la faccia da burlone…

GIARDINIERE: Uhhh, le mie cesoie, per quanto tempo io mi ritrovai a cercarle…

RE: Ed invece servivan a potarle…

MAGO ELIA: Eccoti il ladro, mio caro re…prima ne ha presa una, poi due e poi tre…

TANINO: Papà ti ho fatto un omaggio…ho coperto di petali il cuscino e ora profuma di maggio…

REGINA MESSALE: Vien qui, mio piccolo principe, che le tue discolate son sempre all’attenzione…

MAGA COMARE: Ecco cosa succede a chi giudica senza prove, accusi l’innocente ma non ti guardi la prole…

RE:
Dunque mi scuso per l’immenso errore, prima di giudicare, non ascolterò il cuore…


di Carmelo Parrinelli, anno 2005

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