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Il mistero di Agira come quello di Agatha Christie

Scritto da: Carmelo Parrinelli il 29th gennaio 2010
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Il mistero di Agira come quello di Agatha Christie

Uno scorcio della città di Agira (Enna)  | read this item

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Dieci volti! Dieci possibili identità per lo scheletro ritrovato nei giorni scorsi in un pozzo nelle campagne di Agira.

La scoperta era avvenuta per caso, quando un pastorello intento a pascolare il proprio gregge, si era sporto ai bordi del fosso e aveva così notato alcuni resti che affioravano. I Vigili del Fuoco e le Forze dell’Ordine hanno lavorato nei giorni seguenti per recuperare i resti della povera vittima, quasi sicuramente di lupara bianca, che tuttavia non aveva con sé alcun documento d’identità.

Dopo aver ricomposto il corpo e preso in considerazione dettagli quali l’altezza e la misura del piede, gli inquirenti hanno escluso diverse possibili identità. Il poveretto potrebbe essere stato gettato nel pozzo ancora vivo, dato che segni evidenti di traumi non ce ne sono. Alla prima analisi dello scheletro non si esclude il fatto che il corpo sia stato in fondo al pozzo per dieci o addirittura quindici anni. Dalla ricostruzione ossea e dai dettagli emersi, analizzando le denunce di scomparsa degli ultimi anni, il cerchio si stringe a dieci possibili identità.

Come in un giallo di Agatha Christie; come dei veri “Dieci piccoli indiani”! Con molta probabilità gli autori del delitto sono già in carcere, in funzione del fatto che la maggior parte dei vertici malavitosi in Provincia di Enna sono stati “decapitati” con le operazioni di Polizia susseguitesi negli anni.

A Valguarnera, per esempio, nulla si è più saputo di Francesco Seggio e del figlio Mariano, appartenenti a Cosa Nostra ennese e “caduti in disgrazia” per conto del boss Leonardo, caro amico di Piddu Madonia. Di loro nell’aprile 1990 fu rinvenuta soltanto l’auto, presso la Strada Statale 121, in prossimità di Agira, una Toyota abbandonata. Sempre nel piccolo centro è scomparso esattamente nel periodo attribuito allo scheletro nel pozzo, il giovane Enzo Di Pane. In quel pozzo sono stati ritrovati dei jeans, ancora indossati dalla vittima; una cintura di coccodrillo, un paio di calzini e di scarpe; dei frammenti di camicia.

Il mistero s’infittisce e gli amanti di Agatha Christie staranno sperando certamente in un epilogo degno di un giallo. Magari che arrivi un messaggio in bottiglia direttamente a Scotland Yard, se non col nome dell’assassino, quanto meno con quello della vittima.

di Carmelo Parrinelli

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