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Il dramma di Linda Bourkkache

Scritto da: Carmelo Parrinelli il 28th gennaio 2010
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Il dramma di Linda Bourkkache

Nella foto Linda Bourkkache  | read this item

Il dramma di Linda Bourkkache

di Carmelo Parrinelli

Gettarsi nel vuoto perché quel vuoto lo si sente dentro. Non sappiamo esattamente cos’abbia pensato la piccola Linda mentre si lasciava cadere dal sesto piano di un ospedale di Viterbo.

La sola cosa che tutti ricordano è quel viso dolce e pulito di una ragazza senza fronzoli per la testa; legata ai suoi genitori. Chi non l’ha conosciuta è comunque rimasto colpito dalle foto che in questi giorni vengono regolarmente pubblicate sul gruppo facebook a lei dedicato. Linda era di origine algerina, ma la sua vita, la giusta dimensione, l’aveva trovata a Valguarnera, in Provincia di Enna.

Una grande lezione di civiltà viene dai suoi genitori, musulmani e residenti in Italia da 14 anni, che hanno lasciato decidere ai propri figli quale fosse il loro cammino spirituale. Linda e suo fratello hanno così avuto modo di integrarsi nella comunità che oggi piange la scomparsa di questa ragazza dagli occhi dolcissimi. “Non ho avuto modo di conoscerti però mi dispiace tantissimo. Spero solo che da lassù tu possa vedere tutto…e tutte le persone che ti vogliono bene!” – Commenta Diana sulla bacheca del gruppo Ciao Linda! Gli fa eco Morena: “Tesoro manchi tanto…Rimpiango solo di non averti capita…TI VOGLIO BENE PICCOLINA“; con quel ti voglio bene scritto in maiuscolo perchè evidentemente è un urlo di dolore.

Più di duemila persone si sono riunite su facebook per dare l’ultimo saluto alla piccola Linda; per far sentire alla famiglia Bourkkache che questo non è un fardello che lasceranno sulle loro spalle. Si è scritto molto, spesso a sproposito, sulla stampa telematica e cartacea. Supposizioni ancor prima di esami sul corpicino di Linda; un giornalismo che dispiace, umilia e diffama. Il fatto che la ragazza si sia lasciata cadere dal sesto piano dell’ospedale Belcolle di Viterbo, da un bagno del reparto ostetricia e ginecologia, ha fatto scattare il toto-motivazioni. Per certe cose ci vorrebbe più tatto, anche perché Linda ha dei genitori già abbastanza colpiti dalla perdita della loro amata figlia. Così non è stato; ed ecco che la scelta, per noi del tutto casuale, di gettarsi proprio da quel reparto, ha fatto breccia nei cuori di pietra di alcuni, indicando subito un dolore psicologico provocato da una gravidanza. Così non è, in realtà, perchè i medici hanno fugato ogni dubbio eseguendo gli esami autoptici.

Non si capisce comunque come sia possibile che la libertà di stampa diventi fantasiosa al tal punto da rasentare la cattiveria. Le fonti o le supposizioni vanno avvalorate e non spacciate per buone per via di un delirio di saccenza. Così i compagni del Liceo Classico Buratti di Viterbo, che la ragazza frequentava, hanno deciso di scrivere una lettera che vi proponiamo nella versione integrale, sperando che il danno provocato da certi “giornalai” nei cuori di chi ama Linda, possa essere quanto meno limitato:

“Ciao Linda, è per te questo bacio nel vento , te lo manderemo lì con almeno altri cento. È per te, forse non sarà molto. La tua storia, lo sappiamo, meritava più ascolto e magari chissà, se noi avessimo saputo, t’avremmo dato un aiuto. Ma che importa ormai, ora che “puoi prendere per la coda una cometa e girando per l’universo te ne vai, puoi raggiungere forse adesso la tua meta, quel mondo diverso che non trovavi mai. Solo che non doveva andare così, solo che tutti ora siamo un po’ più soli qui” Ora che il tuo splendido sorriso è in cielo illuminerà le nostre giornate per sempre. Eri una ragazza speciale, solare, vulcanica. Ci piace ricordarti così, con le tue risate, le tue corse, le tue figuracce! Quando sei arrivata sembravi così spaesata e spaventata e, invece, chi se lo sarebbe mai aspettato che ti saresti integrata con tanta facilità. Hai fatto subito conoscere la tua indole estroversa, la tua vitalità e la tua umanità.Amavi la musica , la pallavolo, le chiacchiere con gli amici e credevi ciecamente nell’amore. La tua mancanza si sentiva quando non venivi a scuola e si sentirà ancora di più ora che sei diventata la stella più luminosa del cielo. Ci sembra impossibile, ma se tu sei felice così, sorrideremo con te. Perdona tutti noi per non averti capita. Ci mancherai piccola principessa , ti porteremo sempre nel cuore . “Sta passando novembre e tu hai sedici anni per sempre”.

Ti promettiamo anche di stare accanto alla tua famiglia speciale che in questo momento cerca in ogni nostro sguardo e racconto quello che forse di te ancora non conosceva. Daremo loro coraggio e sostegno perché lo meritano come tu meritavi felicità. Ti vogliamo bene, i tuoi compagni del liceo linguistico Mariano Buratti di Viterbo annata 2007/2008 e per sempre”.

Ieri, 13 novembre, si è tenuta una messa in suffraggio della piccola Linda presso la Chiesa Madre di Valguarnera. I genitori della ragazza hano ringraziato coloro i quali hanno voluto salutarla pregando, perchè come detto, la famiglia Bourkkache ha dimostrato una grande maturità permettendo così ai propri figli integrarsi.

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